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TRASFORMAZIONE

L'oro è l'elemento chimico di numero atomico 79.
Il suo simbolo è Au (dal latino "aurum").
È un metallo tenero, pesante, duttile, malleabile di colore giallo. Un grammo d'oro può essere battuto in una lamina la cui area è un metro quadrato.
L' oro puro è troppo tenero per poter essere lavorato normalmente e per questo viene lavorato in lega con altri metalli per conferirgli una maggiore resistenza meccanica. L'oro si lega con molti altri metalli: le sue leghe col rame sono rossastre, con il ferro sono verdi, con l'alluminio sono violacee, col platino sono bianche, col bismuto e l'argento sono nerastre. Si trova allo stato nativo sotto forma di pepite, grani e pagliuzze nelle rocce e nei depositi alluvionali.
L'oro è noto e molto apprezzato dagli umani fin dalla preistoria. Molto probabilmente è stato il primo metallo mai usato dalla specie umana (anche prima del rame), per la manifattura di ornamenti, gioielli e rituali. Inoltre ha assunto nel tempo il significato di simbolo di purezza, valore e lealtà.
Come gli altri metalli preziosi, l'oro viene quotato al grammo o all'oncia troy. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati, con una scala che fissa a 24 carati l'oro puro. L'oro utilizzato in gioielleria può avere una purezza massima di 18k, in quanto una proporzione maggiore ne renderebbe impossibile la lavorazione.
Il prezzo dell'oro è fissato dai mercati; tuttavia, dal 1919, la Borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento (il cosiddetto fixing dell'oro). I cinque mercanti più rilevanti del mondo per lo scambio di oro fisico (in inglese "the Club of Five") sono: Johnson Matthey, Mocatta & Goldsmith, Samuel Montagu, Rothschild e Sharps Pixley. L'oro costituisce a volte parte di un investimento finanziario difensivo (bene rifugio per la tutela del capitale), data la stabilità del suo valore commerciale a lungo termine rispetto all'andamento del mercato azionario ed obbligazionario; proprio per questa sua stabilità, la speculazione sull'oro diventa particolarmente appetibile quando la fiducia in una valuta viene meno, e quando il valore di una valuta è soggetto ad iperinflazione. Il prezzo massimo raggiunto dall'oro, tenuto conto dell'inflazione, può essere considerato quello raggiunto il 21 gennaio 1980 (circa 850 dollari l'oncia), corrispondenti a quasi 2.000 dollari all'oncia col potere d'acquisto del 2008.